Mostre

Francesco di Gino Covili

 

Ciclo pittorico di Gino Covili.

 

Il ciclo pittorico, composto da 84 opere, è stato realizzato da Gino Covili dal 1992 al 1994. Come tutti gli uomini dipinti dall’artista modenese, anche i frati appaiono caratterizzati da una fisicità imponente (grandi mani dalle giunture nodose, i volti segnati dal sole e dal gelo) e sempre in stretto contatto con la natura e le sue stagioni. La semplicità  delle figure, unitamente all’energia vitale da esse espressa, rende le opere insuperabili per immediatezza e poesia. L’arte di Covili, ingiustamente definita naïf, rielabora citazioni colte e si distingue per un realismo fortemente espressionista. Così, il “Figlio del mercante”, esordio del ciclo francescano, richiama la pittura dei Fauves e di Ensor mentre  “Madre Terra” appare un vero e proprio omaggio a Van Gogh.

Gino Covili nasce nel 1918 a Pavullo nel Frignano, da una famiglia molto modesta. Dopo aver partecipato alla Resistenza partigiana, viene assunto come bidello, e ritrova il tempo per dedicarsi a una vecchia passione: il disegno. Nel 1964 espone per la prima volta a Bologna. Nel 1969 debutta nel mondo dell’arte grazie ad una mostra presso la Galleria Borgogna di Milano. Segue un lungo periodo di consensi e di incontri importanti, tra questi: l’artista Sebastian Matta, lo scrittore Cesare Zavattini, il direttore della fotografia Vittorio Storaro. Nel 1971, alla Nuova Pesa di Roma, le opere di Covili sono esposte con quelle di Ligabue. La vernice è un successo: intervengono uomini di teatro, cinema e spettacolo del calibro di Luchino Visconti, Ugo Tognazzi e Gillo Pontecorvo; ma l’artista prende distanza da un troppo facile paragone tra gli stili. Nel 1973 Carlo Levi, entusiasta del suo lavoro, lo definisce “espressionista”.Con la serie degli “Esclusi”, realizzata tra il 1973 e il 1977, l’artista raffigura i pazienti psichiatrici accolti nel centro di Gaiato (Mo), raggiungendo una piena maturità nello stile e nella poetica. Sul finire degli anni Ottanta, Covili si concentra sul paesaggio del Frignano e della Sardegna pastorale. Nel 1990, gli viene dedicata una personale a Perugia dal titolo “La terra dell’uomo”; con essa raggiunge un grande successo di critica e di pubblico.Nel 2001, presso la sede FAO a Roma, viene scelto per rappresentare il continente europeo in occasione della mostra internazionale “L’uomo per la terra”. Vittorio Storaro, già vincitore di tre premi Oscar (per “Apocalypse Now”, “Reds” e “L’ultimo imperatore”) gli dedica il film “Le stagioni della vita”, presentato a Venezia nel 2002 in occasione della 59° Mostra d’Arte Cinematografica. Covili muore nella sua terra nel 2005.

 

Palazzo Casotti 18 settembre/18 ottobre 2009

Orari di apertura:

venerdì 18.00/23.00, sabato e domenica 10.00/13.00 e 16.00/23.00

Inaugurazione: venerdì 18 settembre ore 18.30

Dove: piazza Casotti

Info: visite guidate il giovedì su prenotazione, tel. CoviliArte 338 9250232

Guarda le opere del ciclo pittorico nel sito ufficiale